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Écija
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mweaÉcija (in antico mweqAstygi, poi mwegAstigi) è un mwewcomune spagnolo di mwfa39 882 abitanti situato nella mwfqcomunità autonoma dell'mwfgAndalusia.

Cittadina tipicamente andalusa è situata sulla via che unisce mwgaCordova a mwgqSiviglia nella valle del fiume mwggGenil, affluente del mwgwGuadalquivir, sulla collina di San Gil, a 110 metri di altitudine. Gli archeologi affermano, sulla base dei ritrovamenti, che nella mwhapreistoria a partire dal 2300 a.C. la zona era percorsa da popolazioni alla ricerca di mwhqrame e mwhgstagno, verso il 1500 vi si stabilirono i mwhwTartessi ai quali è attribuita la fondazione della città.

Contents

Storia
Feste

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Storia

L'origine greca del suo nome (Astygi) fa concludere che, nella lotta fra mwkwGreci e mwlaCartaginesi per impossessarsi delle terre del mwlqbacino del Mediterraneo, Écija sia stata sotto l'influenza greca per un certo periodo. Écija raggiunse però la maggior floridezza durante la mwlgdominazione romana quando la mwlwColonia Augusta Firma Astigia fu capitale di uno dei quattro distretti giuridici in cui era divisa la mwmaprovincia mwmqBetica, una delle tre province in cui i Romani avevano diviso tutta la Spagna. L'essere collegata al mare grazie al fiume Genil, navigabile allora, e al Guadalquivir e la sua posizione sulla mwmgvia Augusta ne fecero centro di produzione ed esportazione di olio d'oliva per tutto l'mwmwimpero romano. La città attuale è costruita sopra l'antica città romana ed è ancora frequente in occasione di qualche scavo il ritrovamento casuale di resti romani, di mosaici ed oggetti in tutto il suo territorio municipale. La cristianizzazione dell'Andalusia fu rapida ed Écija fu mwnasede vescovile dal VI all'XI secolo. Assoggettata come mwnqSiviglia e mwngCordova dai mwnwVisigoti non perse la floridezza raggiunta, anzi l'aumentò durante l'mwoaoccupazione araba, in cui assunse il nome di Istiya o Astiya. Gli mwoqArabi la chiamavano la "città del cotone" che, evidentemente, era qui coltivato e commercializzato e la cinsero di una cerchia di mura con torri sul modello delle fortificazioni almoade.

Fu capitale di provincia dell'mwowemirato, poi mwpacaliffato di Cordova.

La dominazione araba si concluse nel 1240 allorché fu conquistata da mwpgFerdinando III e si trasferirono qui alcune famiglie castigliane. La fertilità delle sue terre e la sua posizione geografica le consentirono un notevole sviluppo economico. Nel mwpwXVIII secolo mwqaEnrico III le concesse il titolo di città che consentiva la formazione di organi di autogoverno.

Importante fu l'attività dell'allevamento dei mwqgcavalli pura razza spagnola, mwqwanglo-araba e mwraispano-araba, attività ancora in vigore attualmente, in cui viene data grande importanza oltre che alla selezione delle razze agli sport equestri e pressoché ogni mese ci sono gare di salto e concorsi ippici.

Il secolo di maggior floridità fu il mwrgXVIII, ma Écija fu sempre considerata una città ricca. Chiamata "città del sole" e "città delle torri", è considerata uno dei centri artistici più importanti dell'Andalusia e nel 1986 è stata dichiarata mwrwmwsaConjunto Historico Artistico.

Fra i personaggi illustri legati ad Écija si ricordano mwsgGerónimo de Aguilar, mwswSan Fulgenzio e mwtaSanta Florentina.

Monumenti e luoghi d'interesse

• Chiesa di Santa Maria, costruita in stile mwvabarocco nel XVIII secolo sopra una chiesa mwvqmudéjar, ha una torre che ricorda la mwvgGiralda di Siviglia.

• mwxqIglesia de Santiago, dichiarata monumento nazionale è un bell'esempio di chiesa in stile gotico-mudejar del XV secolo. La torre è del 1766.
• mwxwParroquia de Santa Cruz chiesa parrocchiale che sorge sul posto dove sorgeva una chiesa visigota e, successivamente, una mwyamoschea araba il cui minareto è stato trasformato nella torre campanaria. Contiene il mwyqMuseo de Arte sacra, con oreficerie, mobili, paramenti.
• mwywIglesia de San Gil, chiesa posta nella zona più alta della città eretta in stile mwzamudejar nel 1479 e modificata nel XVIII secolo in forme barocche come il campanile costruito dal 1777-1783.
• mwzgIglesia de San Juan, chiesa del XVI secolo, poi abbandonata e in rovina e restaurata in stile barocco. La torre, considerata la più bella della città è barocca del XVIII secolo.
• mwaaIglesia de Santa Barbara, costruita sopra un edificio romano subì un'inondazione che causò gravi danni e fu ricostruita in stile mudejarnel XVIII secolo.
• mwagIglesia de la Victoria, barocca del XVI secolo.
• mwbaIglesia del Carmen, costruita nel XV secolo poi modificata nei secoli XVI e XVIII. La torre è del 1637.
• mwbgIglesia de la Concepcion, detta anche mwbwHospitalito perché appartiene all'ospedale. È monumento nazionale ed è stata eretta nel 1592.
• mwcqIglesia de San Felipe Neri, neoclassica del 1895.
• mwcwConvento de Santa Florentina, dei secoli XVII-XVIII, barocco non puro.
• mwdqConvento de San Pablo y Santo Domingo di stile mudejar del XIV secolo con modifiche dei secoli XVI-XVII.
• mwdwConvento de las Concepcionistas Franciscanas, barocco dei secoli XVI-XVIII.
• mweqConvento de las Hermanas de la Cruz, del 1924.
• mwewConvento de Capucinos, del 1639.
• mwfqConvento de la Merced, del 1629, subì un'inondazione e fu ricostruito nei secoli XVII-XVIII.
• mwfwReal Convento de santa Tnés, del 1487 modificato nel XVII secolo.
• mwgqIglesia de la Limpia Concepción de Nuestra Señora barocca del 1610-1612, sconsacrata ora oapita un ospizio per vecchi.
• mwgwConvento de las Teresas, antico palazzo civile mudejar dei secoli XIV-XV fu trasformato nel 1680 in convento.
• mwhqConvento de las Filipenses, in stile mudejar del XVI secolo.
• mwhwPalacio de Peñaflor, barocco del 1700-1775 è stato abitato dalla famiglia Peñafrol finché non si è estinta nel 1958: è occupato dal mwiaMuseo Historico Municipal di archeologia che espone pezzi metallici e di sculture preistorici, tartessici, romani e islamici.
• mwigPalacio de Benane, barocco del XVIII secolo.
• mwjaPalacio de Valdehermoso, rinascimentale con torri del XVI secolo
• mwjgPalacio de la Palma, costruito nel XVI secolo sopra un antico convento mwjwdomenicano, ospita il mwkaMuseo casa de la Palma, con saloni e camere da letto arredate con mobili e oggetti artigianali dell'epoca del palazzo.
• mwkgPalacio de justicia, decorato ispirandosi allo stile dell'mwkwAlhambra.
• mwlqPalacio Almenara Alta, barocco del XVII secolo.

Feste

Le feste sono quelle comuni a tutte le città dell'Andalusia, soprattutto la mwmaSettimana santa in cui le processioni con i mwmqpasos si svolgono in silenzio rotto solo dalle mwmgmwmwsaetas, invocazioni di amore per Cristo e la Vergine modulate secondo il mwnamwnqcante jondo da cantori specializzati. Le altre feste sono patronali religiose e profane e le mwngmwnwromerias, pellegrinaggi in cui ai riti sacri seguono colazioni all'aperto, danze e canti.

A Écija si organizza anche un concorso annuale di mwoqflamenco, gara che si protrae nel tempo secondo il protocollo tipico delle coppe sportive con graduatorie, eliminazioni e finali.

Dintorni

• A mwpq45 km mwpgCarmona città di aspetto moresco.
• A mwqa45 km mwqqCordova
• A mwqw25 km mwraLa Carlota centro agricolo fondato da mwrqCarlo III nel XVIII secolo.
• A mwrw20 km mwsaLa Luisiana altro centro agricolo del XVIII secolo

Amministrazione

Gemellaggi

• mwtgAranjuez

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Écija

Collegamenti esterni

• mwvq(ES) EcijaWeb, su ecijaweb.com.